“I linguaggi del corpo nel ritmo” – Sulla danza

Dopo il convegno LA COSTRUZIONE DELL’IDENTITÀ NELLA RICERCA DELLE ORIGINI AI TEMPI DI INTERNET che ci ha fatto incontrare, tra un impegno di lavoro e l’altro, un caffè, una brioche e una passeggiata ancora da organizzare – non è stato facile acchiappare Simone per farmi raccontare la sua passione per la danza… Finalmente, dopo un anno e l’estate di mezzo c’è l’abbiamo fatta! Che poi si sa, nella pausa estiva si è un po’ tutti uccel di bosco: c’è chi parte, chi non parte, chi ritorna, ma in ogni caso non ci si ‘becca’ . Quel famoso ci sentiamo-ci vediamo che si dice a giugno e per cui poi ci si trova a settembre.

Di quella che doveva essere una conversazione a voce e che poi, per impegni reciproci, è diventata scritta, resta un testo conciso di uno scambio più inteso;  oltre alla mia volontà di raccogliere una testimonianza, c’è il desiderio di divulgare la propria esperienza con il presupposto di fornire un aiuto al prossimo, di dare una mano creativa, di fornire un modello espressivo. La ricerca artistica, che sia di forma o di movimento, parte da sé stessi e si attiva, si evolve, con la partecipazione altrui. 
Quel fare per gli altri che in ultima analisi aiuta noi stessi.

1) Da cosa nasce il tuo amore per la danza? 

2) Hai sperimentato altre forme d’arte performativa?

3) Che cos’è per te il movimento? E quale legame vi è con la storia, la memoria, e il ricordo?

4) Quando hai deciso che saresti diventato un ballerino?

5) Quando e come è iniziato il progetto “Radici in gioco”[1]? Cosa l’ha ispirato?

6) Che cosa ti ha lasciato?

7) Aspirazioni e progetti futuri?

8) Ti ho mai parlato degli Artisti dell’Adozione?! Artisti di varie nazionalità che come tema hanno scelto la propria storia adottiva. Mi chiedevo, sei mai entrato in contatto con qualcuno che lavora sul tema?


Ciao!!! Che bello, sono seduto in un caffè nell’attesa di iniziare uno stage di danza. Ed eccoti! 

1. Nasce da un istinto che, da sempre, mi avvicina a tutti quei diversi linguaggi del corpo nel ritmo. Le danze in generale. Istinto che va seguito e ascoltato.

2. Si. Mi rendo conto che in modo sempre spontaneo durante la mia crescita, in modo apparentemente casuale, ho sperimentato sempre diverse realtà performative, certe volte anche professionalmente (gli anni in cui come lavoro facevo l’animatore). Teatro, danze ( contemporanea, hip-hop, caraibica, occitane, tango) e cabaret; tutte strade ed esperienze che mi hanno arricchito, ascoltato e dato modo di conoscermi.

3. Che bella domanda/e…
Il movimento è tantissime cose, forse è l’espressione più diretta dell’energia nel corpo. La danza quindi può diventare uno strumento espressivo potentissimo. 
Essendo un canale d’espressione, il movimento attraverso la danza può comunicare, esprimere parti di noi che verbalmente non troverebbero i giusti termini. 
Parlare di ricordi, storia e memorie è argomento per me interessantissimo se approcciato alla danza. Mi rendo conto che per tutti gli aspetti sopra citati (ricordi, storia, memoria) si posso utilizzare strumenti differenti di comunicazione. La danza aiuta a conoscersi, esprimersi ed esplorarsi: ciò che istintivamente ci fa muovere fa parte di una nostra memoria, partendo da lì si può, attraverso lo studio di un linguaggio danzato, arrivare a vedere da vicino, con strumenti tecnici, memorie e ricordi. Un percorso di conoscenza – da noi stessi alla danza, e dalla danza a noi stessi.

4. L’ho sempre sognato, l’ho sogno tutt’ora… Seguo quello che mi fa stare bene.

5. Era gennaio dello scorso anno. Ero con una mia amica anche lei adottata. Si parlava della giornata ‘NOVA’ che ci sarebbe stata a settembre a Torino, e di come sarebbe stato carino dare una nostra testimonianza, da adulti adottati, alle nuove famiglie che hanno intrapreso questo bel viaggio. L’adozione come viaggio è un dono importante. Per noi adottati ma anche per la comunità in cui l’Adottato crescerà. Credo fortemente che il bambino, adulto adottato, se valorizza sé stesso, porta in sé tutta la sua storia, tutto il suo patrimonio, porta in sé per certi aspetti la propria terra di provenienza. 
Da questa mia convinzione, è nata la voglia di dare ai ragazzi/ bimbi adottati di oggi la fortuna che ho trovato io nella danza come strumento di conoscenza e valorizzazione di sé e del proprio potenziale. 

6. La voglia di rifarlo!

7. Per ora tante idee… ancora non posso dire nulla. 

8. No, mi piacerebbe molto saperne di più. 

Grazie mille tesoro. Appena torni vediamoci! Bacione grande.

 


 

Come ha detto l’insegnante di ritmi e danze afro Katina Genero per introdurre il saggio finale del laboratorio di danza Radici in Gioco:  “… la musica e la danza aiutano ad unire e creare spazi condivisibili.”

 

Alessia Petrolito

[1]  Radici in Gioco è “un laboratorio di condivisione, di ricerca e d’espressione di Sé. Un viaggio nelle musiche e nelle danze: strumenti di scoperta per linguaggi nuovi d’identità personali e comuni.”

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