NÉRAMA

Adattamento Master Thesis “Black But Italian. Not just Black and more than Italian” (2016)

-Parte 1-

 

Questa storia inizia in un ventre oltremare,

Fred Moten scrive di come sia terribile provenire niente meno che dal mare; [2]

io provengo da lì, un ventre aldilà del mare, oltreoceano.

Non è forse terribile non essere ancorata fin dal principio,

Non è forse terribile volare sopra l’oceano ancora in fasce?

Per me le origini sono semi dispersi,

le radici spezzate di un fiore, irrintracciabili,

irricostruibili, fino a che non punti i piedi. [3]

Non essendo un fiore,

che senza radici muore,

sono un albero,

non radicato. [4]

 

Da dove vengo…

Credo di averlo sempre saputo,

i miei genitori non facevano che ripeterlo;

prima con me, poi li vidi farlo con mia sorella,

raccontandole la sua storia, ripetutamente,

come dischi rotti,

giorno dopo giorno,

video dopo video.

Ma anche se non l’avessero fatto avrei capito lo stesso,

era inevitabile,

sarebbe bastato uno specchio,

una foto di famiglia.

Ma che cosa si sa quando non si è che bambine?

 

I colori sono sempre stati importanti.

Gli smalti erano una fissazione,

forti e sgargianti.

Fucsia, rosso, arancione…

Accuratezza e pignoleria.

Precisa.

Esigente.

Con i colori non si scherza!

Ogni colore ha il suo nome.

Gli sbagli non erano tollerati.

L’unica ansiosa: eccomi, sono sempre io.

L’anima anziana, appesantita da più vite.

Per quelli che, come me, in famiglia siamo tutto…

siamo

salvati e salvatori

siamo

collanti e distruttori.

Arriva un momento in cui viaggiare sembra l’ultima soluzione.

Viaggiare,

viaggiare senza riposo… dopo l’inizio

non c’è fine;

è come precipitare inesorabilmente verso il fondo,

verso forme e linguaggi sempre più complessi.

L’amore,

per i miei luoghi

per le piccole cose…

La stasi.

 

Ogni volta che qualcuno chiede,

Perché sei partita?

mi ci vuole un minuto di troppo per rispondere.

Ricordi, episodi, situazioni infelici,

un dolore senza coperchio, irrisolto.

La stupidità degli estranei,

l’ignoranza,

tutto diventava battuta,

satira.

Solevo piangere, di rabbia,

lacrime che nessuno sembrava comprendere.

Dicevano, Collerica – Ti arrabbi per tutto, ti arrabbi per niente.

Spiegare non serviva,

nessuno sembrava comprendere.

Credevo,

di essere io il problema

ho poi realizzato, semplicemente,

di non poterlo essere, compresa.

L’adozione non si comprende.

Perché sono partita?

Perché sono spericolata!

Sono partita con ingegno, senza impegno.

Ho smesso di voler appartenere.

Volevo sentire la distanza.

Volevo assomigliare, eppure no.

Essere invisibile.

Essere sciolta.

Perché allora ti senti sola?

 

Siete tutte uguali,

pensavo fossi diversa,

perché sei nera.

Lo pensasti, in qualche modo,

ma in quale modo?

Io sono cresciuta qui,

come lei

Una ragazza,

diversa,

sì!

La mia storia lo è.

 

Alla ricerca di un futuro non di un passato. [5]

Libera!

Non riuscivo a pensare ad altra parola.

Libera!

Andare via, volevo scappare.

Volevo indipendenza, volevo opportunità…

Dove io posso volare, voi siete condannati!

Ridevo, ridevo della (mia) fortuna.

Doppia cittadinanza, [6]

Un lasciapassare, un privilegio.

Passare il confine e cambiare profilo, perché è la legge a richiederlo.

Pasolini una volta disse: « Io so questo: che chi pretende la libertà, poi non sa cosa farsene. » [7]

 

Come Glissant [13]

La mia è una poetica,

o almeno ci prova;

la mia lingua mi trattiene,

forse più di una prigione.

La multiculturalità è l’identità del paradosso [14]

Nascere in

Imparare il

Crescere in

Studiare il

Amare in

Dialogare in

Quasi come Derrida,

nato in Algeria con cittadinanza francese,

dove per lui è il francese,

per me è l’italiano.

Dove il suolo per lui è algerino,

per me è americano (statunitense)[15]

Eppure no…

Io parlo,

parlavo solo italiano.

Mi trasferii negli USA

possedendo saldamente la lingua italiana.

E imparai, la mia lingua.

Una perfetta conversatrice, mi dicevano

eppure no, l’inglese era un miraggio.

Suoni ammalianti

Parole migliori

Volevo fossero anche mie.

Lasciai andare l’italiano,

solo per un po’…

Concentrata sulla mia nuova lingua,

al mio ritorno non era più dove l’avevo lasciato.

 

Le visualità come la mia

Sono complesse

Sono compromesse

Sbagliate,

Confuse…

Pelle nera

Erre francese

Mangio le T e G come una caraibica

Nata negli USA

Etnia, difficile da definire

Sono italiana

Adottata

Sfaccettata

Stratificata

Illeggibile

Enigmatica

Intraducibile.

 

 

 

ArP – Alessia Petrolito

 

Vedi anche:

Camouflage: quando la propria storia non si vede

My Adoptio(ego)centrism


Dal dizionario Treccani: néro 1 e 2

Note

[2] Fred Moten, (professore al dipartimento di inglese dell’University of Califomia di Berkeley) scrive in riferimento alla storia afroamericana, di seguito la citazione completa di cui mi sono appropriata “It’s terrible to have come from nothing but the sea, which is nowhere, navigable only in its constant autodislocation.” In Fred Moten, Blackness and Nothingness, The South Atlantic Quarterly, Fall 2013:737-780 pp. 744

[3] Stand one’s ground – modo di dire per indicare il mantenere la propria posizione in contrasto con un’altra.   

[4] Paola Mastrocola, Una barca nel bosco (2004:241-42)

[5] In Being Adopted: The Lifelong Search for Self  David M. Brodzinsky, padre fondatore degli studi sull’adozione contemporanei, insieme Schechter & Marantz scrissero dopo aver valutato il numero stimato di figli adottivi che ricercano, (a quel tempo era attorno al 30-40% come indicato dall’organizzazioni ALMA – Adoptee Liberation Movement Association), basandosi sugli accurati studi redatti in Scozia, dedussero che vi fosse un errore nella stima delle percentuali, probabilmente inferiori e più vicine al 15%.  Brodzinsky aveva previsto che, con gli anni, la ricerca delle proprie origini sarebbe diventata più legittimata, accettabile, per la Adoption Community (famiglie, operatori e ricercatori); i metodi  di ricerca, resi più accessibili, avrebbero man mano portato ad un aumento della percentuale. Inoltre, più avanti nel testo Brodzinsky sottolinea come il ‘cercatore tipo’ sia in realtà solo alla ricerca di informazioni. In David M. Brodzinsky, M. D. Schechter & R. Marantz, Being Adopted: The Lifelong Search for Self, Anchor Book, 1993 p. 140

Quanto affermato da uno dei soggetti, una certa Grace, è riportato ad esempio, ella dichiara che le ragioni della sua ricerca sono volte a costruire un futuro: [Grace]“ ‘The reason I’m searching for her now is not to undo the past,’  she says ‘but to build a future (p. 147)

[6]Il valore di un passaporto: possedendo il passaporto italiano europeo e quello statunitense (USA) non necessito di visti per viaggiare e soggiornare in gran parte del mondo, il che rende spostarsi estremamente più facile, un privilegio che porta una varietà di opportunità lavorative e scolastiche.

[7] Pier Paolo Pasolini, Le firme del Corriere della sera – www.archivio.corriere.it

[13] In L’Intention poétique Glissant spiega la lingua come un’attitudine generale dell’uomo ad essere, prima di diventare, oggetto della comunicazione stessa. In conclusione egli dichiara che il linguaggio, la cui produzione è sempre in corso, è più di un risultato da punire o da premiare. Il linguaggio è, secondo Glissant, sia detenzione che relazione. Testo dalla traduzione inglese: “the general attitude of the being before the word he is using, yes; but also to approach the principle (in the being) of an elocutionary symbiosis which will signify one of the modalities of its liaison to the totality of the world.” Glissant, Édouard, Poetic intention (1997), Trad. di Nathanaël, Nightboat, 2010 p.40

[14] In Le monolinguismo de l’autre Derrida esplora il paradosso dell’identità multiculturale: il francese come lingua acquisita non essendo, come lui stesso dichiara, ‘la sua’ lingua ma quella con cui è stato istruito.

[15] Durante la mia adolescenza mi fu ricordato spesso dai miei genitori che al compimento dei miei diciotto anni avrei dovuto scegliere una tra le mie due nazionalità. Fortuna volle che la legge che impediva di avere la doppia cittadinanza venne cambiata prima del 2008. Nonostante questo, adesso che sono in procinto di ritrasferirmi in Italia, come cittadina statunitense non più residente negli Stati Uniti d’America sarò soggetta alla nuova normativa FACTA (Foreign Account Tax Compliance Act) sottoscritta dalle banche italiane nel 2015. Vedi gli articoli: http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/italo_americani_la_grande_corsa_rinunciare_cittadinanza_record_campania-1527569.html“The U.S. Government recognizes that dual nationality exists but does not encourage it as a matter of policy because of the problems it may cause.”   (Il governo degli Stati Uniti riconosce l’esistenza della doppia cittadinanza ma per ragioni politiche non la incoraggia per via dei problemi che può causare) e https://travel.state.gov/content/travel/en/legal-considerations/us-citizenship-laws-policies/citizenship-and-dual-nationality/dual-nationality.html

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