Il Manifesto di un* Adottiv* – Giugno / Radici

Come avevo anticipato nella precedente puntata “Diritto alle origini”, nei prossimi mesi ho intenzione di esplorare i significati racchiusi nel Manifesto di un* Adottiv*, traduzione italiana di An Adoptee Manifesto scritto da Angela Tucker. Il manifesto contiene 9-10 frasi, i contenuti qui sotto sono frutto di una mia riflessione, i commenti sono ben accetti.

Per questo quarto appuntamento di approfondimento come da calendario abbiamo la frase: 

  • La curiosità per le nostre radici è innata.

che tratteremo in compagnia di John Pierre Battersby Campitelli – presidente dell’associazione ITALIADOPTION, fondatore dell’associazione F.A.e G.N. che sta per (Figli Adottivi e Genitori Naturali), la prima associazione in Italia di figli adottivi adulti, insieme a Luisa di Fiore e Monica Rossi e ideatore della campagna DNAdozione.

Iniziamo col mettere da parte la parola curiosità che non tutti reputano adatta, consona:

PERCHE’ OCCORRE PARLARNE ?
COSA SI PUO’ DIRE SULLE RADICI? 

Link al live del 29 giugno sul tema le “Radici” con John Pierre Battersby Campitelli di DNADOZIONE

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Per concludere ho scelto di aggiungere un piccolo contributo letterario, perché alla fine le radici sono un appiglio… A volte non si cercano ma si trovano nella letteratura, nella musica a me è capitato nel leggere il libro di Paola Mastrocola – Una barca nel bosco:

Ci vuole molto spazio per un albero. In genere quando lo interri pensi di fare un buco più o meno grande come il diametro del tronco e finita lì. Un corno. Devi scavare metri e metri, perché si tratta di prevedere il futuro. La crescita. Quando pianti un albero pianti una cosa che cresce e che non sarà mai più com’era. Ma soprattutto pianti una cosa che cresce dal fondo. Tutto comincia dalle radici. La vera crescita è verso il basso, ma nessuno lo pensa mai. Pensiamo che si cresca verso l’alto. Che Idiozia! Le madri ad esempio, tu guarda come sono fiere che i loro pargoli crescano in altezza. Mia madre faceva le tacche sui muri, più o meno sei centimetri ogni anno. E invece.. Invece bisognerebbe scavare sotto i piedi dei figli e vedere lì, nella terra, quanto sono cresciuti. Se no poi, da grandi, cadono. Cadono a faccia in giù, come pali mal piantati nel terreno, senza radici. 

(2004:241-42)

Per concludere l’approfondimento, due domande che mi ha suscitato questa complicatissima frase di Angela… e da quanto ci siamo detti stasera – si pensa sempre un po’ alle radici come ad un qualcosa di lontano da recuperare nel passato – mi chiedo:

  • che cosa ci riserva il futuro? 
  • quale sarà la prossima frontiera tecnologica per la ricerca delle proprie radici?

Questo ci porta al tema del mese di luglio: l’accesso alle informazioni

—- aggiornamento 30/12/21 —-

 

 

 

Alessia Petrolito

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