Nivura, bruciata dal sole

La Sicilia terra d’arsura e sole, non ne parlo i dialetti e non l’ho vissuta abbastanza da sentirla mia, ma è un suolo che ho acquisito (in piccola parte) per adozione.

Di siciliano ho solo il cognome, Petrolito, la sua scomposizione etimologica dal latino è pĕtra-pètra (roccia o scoglio) e dal greco è λίϑος-lito (pietra o roccia). Con mio papà è capitato di scherzare sul fatto che fossimo caratterialmente duri e testardi, in realtà il cognome, originariamente proveniente dalla Liguria e poi emigrato in Sicilia e di recente in altre regioni, faceva riferimento ad un mestiere o ad una specifica area d’origine, probabilità anticamente i suoi avi lavorarono la pietra o vivessero vicino al fiume o alle montagne.

Tra i progetti inrealizzati delle mie ultime vacanze in Sicilia c’era la gita a Tindari per vedere il santuario con la Madonna nivura; altro legame con il Piemonte, che ne ha una ad Oropa.

Nivuro in dialetto siciliano significa nero.

Nivura in siciliano ha tanti significati, può venire a dire nivura come un colore, nivura d’umore, nivura come l’aria prima della pioggia, nivura come, bruciata, ma anche
nivura di pelle…

Ascolta l’audio Nivura. (Un grazie a Dora e Elda) 

L’equivalente di Nèir in piemontese.

Nèir in Piemonte sta ad indicare il color dell’avorio. La persona nèira, può esserlo per la pelle, per i capelli o perché è imbronciato/a; stessa cosa per scura. Moro, invece, è la parola per indicare le persone che appartengono al tipo umano con la pelle scura….

Ascolta l’audio Nèira. (Un grazie ad Aglaia)

Ho chiesto a varie parti della mia famiglia, chi adottiva e chi acquisita, di spiegarmi le terminologie dialettali Nivura e Nèira~Mora che sentivo più vicine, meno violente. Le parole non sono mai solo parole, le parole scaldano e raffreddano, liberano e schiacciano.

Le parole, vengono adoperate o scagliate come le pietre, da armi ad ornamenti, scalfiscono, impreziosiscono e celano; insieme agli usi e costumi, armi e parole mutano nel tempo, ma al contempo restano nel messaggio.

Per una vita intera sono scappata davanti alle parole con la N, nera e n-word, aiutata da tutti quei: “no ma tu non sei come loro, sei cresciuta qua” che sembravano sollecitare una gentile distinzione e portar(mi) un certo sollievo.

Da piccola odiavo abbronzarmi perché alla mia pelle occorreva più tempo per cuocere o bruciare e dopo una breve vacanza di sole e salsedine invece di squamarmi come una lucertola alla di ritorno dal mare per un po’ sembravo sporca. Così a nera preferivo di gran misura l’appellativo mora, perché sentendolo usare agli anziani in paese, lo percepivo come più dignitoso; mora era una accezione lontana, che trovavo piacevole quanto frutto nonostante, a mia insaputa, fosse intrisa di un passato coloniale italiano volutamente nascosto e tralasciato. Nella mia testa restava relegata lì, al passato, separata e protetta dal presente e mi consentiva di mantenere un certo privilegio al contrario di quando famigliari e conoscenti che usavano – e tuttora usano con e senza livore – ‘di colore’ (al posto di ‘afro discendenti’) con l’orecchio al telegiornale o nel guardarsi attorno per strada, al mercato. I più cari ed intimi solo dopo una pausa – una via di mezzo tra l’imbarazzo e l’esitazione – tiravano fuori un tono più basso e greve, la voce dei peccatori. Perché niente di ciò che nei libri chiamiamo Storia è passato, quando di mezzo c’è il genere umano tutto diventa un modello e ben poco rimane intonso e dignitoso, i più diventano archetipi, perpetrati e ciclicamente ciechi.

Ogni termine, ha il suo centro, un nucleo, un tratto distintivo, il mio è bruciata: segnata dal fuoco, scalfita dalla pietra quanto dagli abbracci, le carezze degli affetti in pieno sole.


Da anni scrivo delle stesse cose, riesumo ricordi vivisezionando le mie emozioni; quest’anno voglio salutare un periodo che mi ha dato tanto con un augurio e una promessa: di scrivere tanto e scrivere bene, di scrivere cose nuove, volte al presente e al futuro non più al passato.

Buon 2022 a tutti/e!

 

Alessia Petrolito

 

Riferimenti

Dizionario Piemonteis – https://www.piemonteis.com/dizionario-italiano-piemontese.php?parola=nero

Dizionario Treccani – https://www.treccani.it

Dizionario Etimo – https://www.etimo.it

Andrea Camilleri, La gita a Tindari (Sellerio, 2000)/ Montalbano, La gita a Tindari, (Rai Cinema, 2001)

 

2 pensieri su “Nivura, bruciata dal sole

    1. Riassumendo la descrizione, il soggetto del dipinto è la Madonna Bruna del Santuario del Carmine Maggiore di Napoli ritratta secondo l’iconografia trecentesca di matrice bizantina nella posa ‘Glykophilousa’ (glicofilusa – dolce, affettuosa) mentre si appresta a baciare il Bambin Gesù.

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